Linee programmatiche

La linee programmatiche della Fondazione 1563 per il biennio 2012-2014.

3. Valorizzazione di fondi archivistici e bibliotecari

Come prevede lo Statuto della Fondazione, essa ha, tra i suoi possibili compiti, quello di promuovere la salvaguardia, l’arricchimento e la valorizzazione di fondi archivistici e bibliotecari. In tale prospettiva si colloca pertanto la valorizzazione dei due fondi a suo tempo acquisiti.

Fondo Gallo

Il Fondo Giuseppe e Bartolomeo Gallo è un corpus che testimonia, attraverso rilievi, lo stato di fatto di molti edifici religiosi piemontesi e le numerose trasformazioni di edifici barocchi oggi difficilmente riconoscibili, trasformazioni che vanno da semplici lavori di manutenzione a interventi più complessi di ampliamento o di totale ricostruzione; esso pertanto rappresenta un fondamentale strumento per il restauro e la conservazione del patrimonio di architettura religiosa piemontese. Il materiale di cui si compone il Fondo è quantificabile in più di cinquemila documenti, che sono stati riordinati ed indicizzati dal Prof. Mauro Volpiano per consentire una consultazione per soggetti e luoghi; i singoli fogli sono stati successivamente schedati e in seguito si è provveduto alla digitalizzazione, presso l’Archivio di Stato di Torino, dell’intero archivio, consentendo così la possibilità di conservare il fondo, evitando di esporre i documenti alla possibilità di danneggiamenti dovuti alla movimentazione continua, inevitabile nel caso in cui essi fossero consultabili in cartaceo.

Nel 2009 la Fondazione ha realizzato una pubblicazione in due volumi, fondamentale ai fini della consultazione del Fondo: nel primo volume vengono illustrate le attività di catalogazione e presentate le schede per soggetto in ordine cronologico, nel secondo è riportato il repertorio bibliografico per lo studio delle architetture dei Gallo e del loro contesto. Il Fondo è attualmente in deposito e disponibile alla consultazione presso il CCR.

A partire dai materiali conservati nel Fondo sono previste occasioni di studio e seminari sul patrimonio architettonico religioso in Piemonte.

Fondo Dragone

Il “Fondo Angelo e Jolanda Dragone per l’Arte contemporanea in Piemonte” è il risultato di una vita dedicata all’arte e alla cultura piemontese e costituisce uno dei più importanti archivi privati di arte moderna e contemporanea, non solo piemontese ma anche italiana, dell’800 e del ’900.

Esso è pervenuto alla Fondazione in seguito a due donazioni, rispettivamente nel 1996 e 2006. Con la donazione del 1996 i coniugi Dragone cedettero una porzione della loro biblioteca d’arte, costituita da 13.403 volumi schedati in 8.511 schede riportate su supporto sia informatico sia cartaceo. Con la seconda donazione del 2006 la parte rimanente del Fondo, che si componeva di 30.000 volumi circa oltre all’archivio fotografico e documentario, divenne proprietà della Fondazione, che lo fece totalmente inventariare fra il 2005 e l’inizio del 2006. La catalogazione informatica ha riguardato 43.897 pubblicazioni e 3.035 schede di descrizione dei faldoni che raccolgono il materiale documentario, oggi conservato presso l’Archivio di Stato di Torino.

Il Fondo costituisce un unicum comprendente libri, documenti e materiale fotografico, concernente in particolare le opere di artisti quali Delleani, Fontanesi e Casorati. Al suo interno si trovano i materiali preparatori dei volumi e delle mostre realizzate da Angelo Dragone, i documenti utilizzati per la stesura di articoli e le raccolte di quelli pubblicati, le schede e le fotografie dei dipinti esaminati nel corso dell’attività di perito e di autenticatore di dipinti, i carteggi con diverse personalità di rilievo della cultura nazionale ed internazionale, nonché le agende ed i taccuini che documentano il suo lavoro di giornalista e critico.

Particolarmente rilevante è la sezione che riguarda la vita culturale, il costume e la società in Piemonte e a Torino: fondamentale, in tale ambito, è la “letteratura grigia” che comprende dépliant di mostre, inviti, pieghevoli e pubblicazioni d’ogni genere, che consentono di ricostruire aspetti spesso dimenticati della storia
torinese della seconda metà del Novecento.
Nel dicembre 2007 la Fondazione promosse l’esposizione di parte dei documenti del Fondo presso l’Archivio di Stato di Torino nella mostra intitolata “Dragone e Torino: cinquant’anni di arte e vita.
Documenti di cultura e costume raccolti da Jolanda e Angelo Dragone”. Un’ulteriore valorizzazione del Fondo dovrà mirare a consentire una più ampia fruibilità dello stesso, anche attraverso l’organizzazione di incontri volti a promuovere la conoscenza di tali Fondi e a stimolare la produzione di ricerche a partire dai materiali in esso contenuti.

Altri archivi

La Fondazione potrebbe inoltre porsi come catalizzatore di azioni volte a restituire gli esiti dei progetti di valorizzazione di altri Archivi sostenuti dalla Compagnia (quali quelli della Casa degli Archivi e della Pietà dei Turchini di Napoli) e dalla Fondazione stessa (Archivio di Sant’Anna dei Luganesi).