Costruire e rappresentare la maestà del sovrano

Alti Studi sull’Età e la Cultura del Barocco

1.2 – Roberto Caterino 2017-11-13T16:30:28+00:00

Costruire e rappresentare la maestà del sovrano.
Atrî, scaloni e saloni nei progetti di Filippo Juvarra per residenze reali, da Messina a Madrid
di Roberto Caterino

Filippo Juvarra si misura più volte con il tema del palazzo reale, sin dal Concorso Clementino del 1705. Arruolato alla corte di Vittorio Amedeo II di Savoia con un saggio delle sue capacità nell’approntare un «disegno a più idee» per il palazzo reale di Messina nel 1714, a Torino Juvarra diventa il regista unico di un ambizioso piano di rinnovamento che investe sul rimodernamento delle residenze di corte per costruire un’immagine di prestigio commisurata al rango di regno acquisito dopo Utrecht. La monumentale trasformazione del castello di Rivoli (dal 1715) e la grandiosa scalinata di Palazzo Madama (1718-1721) rappresentano episodi centrali di una riflessione che perviene nel 1735 alla progettazione del nuovo palazzo reale di Madrid per Filippo V di Borbone.

Chiave di lettura della serie dei progetti di Juvarra per residenze reali è l’analisi del dispositivo cerimoniale che articola in una precisa sequenza spaziale atrio e scalone per approdare al salone d’onore e alle stanze di rappresentanza. L’indagine sollecita il confronto con modelli di una tradizione consolidata nell’edilizia delle residenze nobiliari e principesche, per esprimersi sulla qualità e novità dell’interpretazione juvarriana, riflettendo sul legame che la tipologia e la funzione di questi ambienti di rappresentanza mantengono con l’etichetta della società di corte.

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