Valentina Balzarotti
Denis Mahon e la riscoperta della pittura emiliana del Seicento
Questo libro ripercorre la progressiva riscoperta della pittura emiliana del Seicento attraverso lo sguardo del conoscitore e collezionista britannico Denis Mahon (1910-2010).
Un nucleo selezionato di lettere inedite permette di ricostruire tre decadi di intenso lavoro, dagli anni Trenta alla fine degli anni Cinquanta. La corrispondenza con Otto Kurz si addentra negli anni della formazione e mette in luce il debito contratto da Mahon con lo studioso austriaco, al tempo delle prime ricerche su Guercino. Attraverso il carteggio si segue la genesi del progetto del libro di Mahon Studies in Seicento Art and Theory, così fondativo per gli studi sull’argomento, fino alla pubblicazione nel 1947, mentre si dipanano gli scambi epistolari con Hylton Thomas. Le lettere degli anni Cinquanta, dove si intrecciano i rapporti con mercanti, collezionisti e curatori di musei e collezioni private di tutto il mondo mostrano l’indiscutibile affermazione dell’autorevolezza di Mahon e testimoniano il ruolo essenziale giocato dallo studioso per la costruzione di alcune tra le mostre più importanti del dopoguerra in Italia.
Il volume è esito della ricerca svolta nell’ambito della borsa di Alti Studi sull’Età e la Cultura del Barocco – X edizione (2022) erogata dalla Fondazione 1563, dedicata al progetto Quale Barocco? Fortuna del Barocco nelle collezioni e negli allestimenti dei musei europei e americani nel corso del Novecento, con il coordinamento scientifico della prof.ssa Maria Beatrice Failla.
Titolo: Denis Mahon e la riscoperta della pittura emiliana del Seicento
Autore: Valentina Balzarotti
Collana: Alti Studi sull’Età e la Cultura del Barocco
Editore: Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura
Anno: 2026
Pagine: 508 pp.
Isbn: 9788899808655
Valentina Balzarotti è ricercatrice Tenure Track in Storia dell’arte moderna presso la Link Campus University di Roma. I suoi interessi vertono sulla cultura artistica della Maniera e della Controriforma, con un focus privilegiato sull’asse Bologna-Roma, e si estendono ai protagonisti della pittura emiliana del primo Seicento e alla loro riscoperta critica.
