
BACKSTORIES. Dalle fonti alle storie
Segui le tracce. Ricostruisci i fatti. Racconta la nostra storia.
BACKSTORIES. Dalle fonti alle storie è un progetto nazionale promosso dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura, in collaborazione con la Soprintendenza archivistica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado.
Il progetto mette al centro il rapporto tra archivi, fonti e didattica della storia del Novecento, proponendo un percorso che unisce formazione docenti e attività laboratoriale con gli studenti.
Un progetto in dialogo con l’Europa
BACKSTORIES si inserisce nell’esperienza della rete europea EUSTORY, di cui la Fondazione 1563 fa parte.
EUSTORY, attiva dal 2001, collega concorsi nazionali di storia da più di 20 nazioni: offre a migliaia di giovani gli strumenti per confrontarsi criticamente con il proprio passato e presente, e uno spazio di apprendimento, dialogo e promozione della comprensione internazionale.
La partecipazione alla rete rappresenta un’opportunità importante di confronto internazionale sui temi della didattica della storia, del lavoro sulle fonti e della costruzione di una cittadinanza europea consapevole.
Un progetto che parte dalla formazione
- la ricerca storica e il lavoro in archivio, con attenzione alle diverse tipologie di fonti e al loro utilizzo anche in ambiente digitale;
- lo storytelling storico, dalla selezione dei materiali alla costruzione di una narrazione efficace;
- gli strumenti digitali per la narrazione.
Leggere le tracce: orientarsi tra fonti e archivi
Relatrici: Valentina Colombi e Chiara Quaranta – Soprintendenza archivistica e bibliografica Piemonte e Valle d’Aosta
Come ricercare, interpretare e utilizzare le fonti storiche, tra archivi fisici e risorse digitali, afferenti a diverse tipologie di istituzioni, per avviare percorsi di ricerca consapevoli.
Dalle fonti alle storie: costruire narrazioni a partire dai documenti
Relatore: Bruno Maida – Università degli Studi di Torino
Ricerca, interpretazione, immaginazione, racconto: le tappe del rapporto tra storico e fonti. Le trasformazioni della concezione di documento nel Novecento e la cassetta degli attrezzi dello storico.
Dalla ricerca al digitale: strumenti e linguaggi per raccontare la storia
Relatori: Mattia Boero – Project Manager (presso Punto Rec Studios); Erika Salassa – Fondazione 1563
Panoramica di strumenti e formati digitali per la narrazione storica, con casi studio: indicazioni pratiche per progettare contenuti efficaci, scegliere il linguaggio più adatto e valorizzare i risultati della ricerca in chiave divulgativa.
Il contest: dalla ricerca al racconto
Il contest rappresenta il momento applicativo del progetto e si sviluppa nel corso dell’anno scolastico 2026/2027.
Gli studenti e le studentesse saranno invitati a realizzare un contenuto digitale basato su una ricerca storica originale, condotta attraverso l’uso di fonti primarie e secondarie.
L’obiettivo è trasformare la ricerca in racconto: partire dai documenti per ricostruire storie e restituirle in forma chiara, accessibile e significativa.
Particolare attenzione è dedicata alla dimensione della microstoria, che consente di collegare esperienze individuali e contesti locali ai più ampi processi storici del Novecento.
Tema di ricerca
Per l’anno scolastico 2026/2027 il tema guida è:
Il Novecento dei giovani: consumi, identità e trasformazioni
Il tema invita a esplorare il Novecento attraverso il punto di vista dei giovani, osservando come consumi, oggetti e stili di vita abbiano contribuito a definire identità e cambiamenti sociali.
La ricerca dovrà basarsi sull’analisi di fonti storiche, primarie e secondarie — come documenti d’archivio, fotografie, testimonianze orali, materiali audiovisivi e fonti a stampa — che costituiranno il punto di partenza per la ricostruzione dei contesti e delle narrazioni.
A partire dalle fonti, i partecipanti sono chiamati a ricostruire storie concrete, mettendo in relazione esperienze individuali e trasformazioni della società.
A chi si rivolge
Il progetto è rivolto alle scuole secondarie di secondo grado su tutto il territorio nazionale.
La partecipazione al contest avviene in forma collettiva, attraverso gruppi di studenti coordinati da uno o più docenti referenti.
Il lavoro di gruppo è parte integrante dell’esperienza e valorizza il contributo di competenze diverse: dalla ricerca all’analisi delle fonti, dalla scrittura alla comunicazione digitale.
Cosa si chiede alle scuole
I gruppi partecipanti dovranno realizzare un prodotto digitale divulgativo, basato su un percorso di ricerca storica sul Novecento.
Gli elaborati potranno assumere diverse forme, tra cui video, podcast, presentazioni multimediali o altri prodotti digitali.
Ogni lavoro dovrà essere accompagnato da una breve descrizione del percorso di ricerca, comprensiva dell’organizzazione dell’attività e dall’indicazione delle fonti utilizzate (testo max 3000 battute).
Gli elaborati saranno valutati da una commissione composta da esperti nei campi della storia, degli archivi, della didattica e della comunicazione.
Saranno premiati con un premio in denaro i cinque migliori progetti.
I contenuti selezionati saranno pubblicati sui canali ufficiali del progetto.
Come partner della rete Eustory, il progetto offre la possibilità di candidarsi ad attività internazionali: la Körber Foundation, che presiede la rete, invita ogni anno i vincitori dei concorsi dei vari paesi a candidarsi alla selezione per partecipare ai diversi eventi internazionali di Eustory (EUSTORY Youth Activities), insieme agli altri vincitori provenienti da tutta Europa. Le spese di viaggio, alloggio e partecipazione alle attività sono coperte da EUSTORY.
- Autunno 2026: formazione docenti
- Anno scolastico 2026/2027: sviluppo delle attività nelle scuole
- Aprile 2027: consegna degli elaborati
- Maggio 2027: valutazione e premiazione
Perché partecipare
BACKSTORIES offre alle scuole un’occasione per sperimentare una didattica della storia basata sull’esperienza, sulla collaborazione e sulla produzione di contenuti.
Un percorso che parte dalla formazione dei docenti, passa attraverso la ricerca e al lavoro in classe, e si traduce in narrazione.
Perché dalle fonti emergono storie.
E dalle storie si costruisce conoscenza condivisa.
